Pest Control Management per prodotti alimentari

Pest Control Management per prodotti alimentari

Come funziona il Pest Management nell’industria alimentare? A cosa serve? Da quale normativa è regolato? Scopri come si integra con gli standard volontari di certificazione.


Acquisisci competenze sul Pest Management

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un crescente interesse verso la gestione degli infestanti nelle industrie alimentari, in risposta a quanto richiesto da norme comunitarie, nazionali, dalla GDO e da standard volontari di certificazione.

Le diverse novità introdotte, in particolare nel settore agroalimentare, hanno portato ad un’evoluzione del concetto e dell’attività di disinfestazione in qualcosa di più complesso: il Pest Management.


Fino a pochi anni fa, principalmente a causa di informazioni e normative poco chiare o troppo generiche, gli OSA hanno dato alle attività di Pest Control un ruolo secondario nel programma di autocontrollo, rispetto ad altre procedure di igiene e sicurezza alimentare ritenute più importanti - ad esempio disinfezione e sanificazione.

Oltre allo sviluppo normativo su questi temi - come il Regolamento Biocidi - una forte spinta all’evoluzione del Pest Management si è avuta grazie ad una maggiore adesione da parte delle aziende alimentari agli standard volontari di certificazione del prodotto - BRC, IFS, FSSC 22000.

Negli standard BRC e IFS, viene ad esempio evidenziata la necessità di avvalersi di una società specializzata nel Pest Control che sia competente nel settore.


Inoltre, la nuova versione 7 dello standard IFS aggiunge la necessità di avere una persona interna all’azienda, nominata e formata per monitorare le misure di controllo degli infestanti. La conformità su questi requisiti viene valutata al fine dell’ottenimento delle certificazioni.

In questo modo, gli operatori della GDO hanno spinto i produttori a sviluppare sistemi evoluti di gestione degli infestanti.

Tuttavia, secondo alcune statistiche rese disponibili dai principali enti di certificazione, le deviazioni relative alla gestione degli infestanti riscontrate durante gli audit si collocano ancora oggi tra quelle più rappresentative.

Di conseguenza, gli OSA devono prendere seriamente in considerazione i requisiti specifici per l’esecuzione di un programma di Pest Control applicato ai processi di trasformazione e agli ambienti produttivi, chiedendo alle aziende di disinfestazione un elevato standard di servizio.


In quest’ottica diventa doveroso approfondire la tematica, sia per il personale addetto al monitoraggio interno, sia per le aziende che offrono servizi di disinfestazione, ma anche per i professionisti che devono interfacciarsi con i sistemi di gestione e le varie figure coinvolte.


Tipologie di pest


Cos’è il Pest Control?

Con Pest Control - tradotto disinfestazione o controllo dei parassiti - identifichiamo un servizio di disinfestazione professionale, in cui un operatore esperto e competente valuta il problema e attua le misure necessarie per eliminarlo o limitarlo.

Può essere svolto sia per privati che per aziende, ma in questo nostro articolo ci riferiremo soltanto a quanto accade nelle aziende dell’industria agroalimentare.

Per i prodotti alimentari, i “pest” più comuni possono essere:

  • volanti - mosche, mosconi, api, vespe, coleotteri
  • striscianti - blatte, lucertole e scarafaggi
  • roditori - topi e ratti
  • volatili della famiglia dei columbidi - piccioni.


Oltre a causare danni attaccando materie prime, prodotti alimentari e confezioni, questi animali infestanti possono contaminare gli alimenti e rappresentano un rischio per la salute umana, essendo potenziali vettori di microrganismi e allergeni trasmissibili all’uomo - ad esempio la salmonella.

La differenza fondamentale tra il Pest Control e una normale disinfestazione sta nel metodo applicato, che nel primo caso deriva dall’Integrated Pest Management.


IPM - Integrated Pest Management

Ricapitolando, un servizio di Pest Management comprende la gestione e il controllo delle infestazioni, la verifica dei danni che gli agenti infestanti possono provocare, la valutazione delle problematiche connesse e le raccomandazioni utili per risolvere e prevenire definitivamente il problema.

Ma cosa si intende per IPM?

L’Integrated Pest Management è un approccio efficace e rispettoso dell’ambiente per la gestione dei parassiti, che si basa su una combinazione di pratiche di buon senso. I programmi di IPM utilizzano informazioni aggiornate e complete, sui cicli di vita dei parassiti e sulla loro interazione con l’ambiente.

Queste informazioni, in combinazione con i metodi di controllo dei parassiti disponibili, vengono utilizzate per gestire i danni dei parassiti con i mezzi più economici, e minimizzando i possibili rischi per le persone, i beni e l’ambiente.


Nonostante l’IPM sia stato concepito per l’applicazione nel settore agricolo, viene ormai largamente applicato nei contesti più disparati, andando dall’ecosistema urbano alla filiera agroalimentare.

L’IPM sfrutta tutte le opzioni di gestione dei parassiti appropriate, incluso un utilizzo equilibrato dei pesticidi. Ad esempio, la produzione di alimenti biologici applica molti concetti dell’IPM, ma limita l’uso di pesticidi a quelli prodotti da fonti naturali, al posto delle sostanze chimiche sintetiche.

Ti proponiamo un breve video di spiegazione della FAO.



Come funzionano i programmi IPM?

L’IPM non è un unico metodo di controllo dei parassiti, ma piuttosto una serie di valutazioni, decisioni e controlli di gestione dei parassiti. Prevede una serie di procedure standardizzate che devono essere seguite rigorosamente dagli operatori.

Di seguito ti descriviamo brevemente gli 8 principi cardine.


Prevenzione e soppressione

Il primo passo che ogni operatore deve compiere è impedire agli organismi dannosi di raggiungere le derrate alimentari, anche con mezzi fisici come le reti alle finestre. Se va a buon fine, permette di evitare completamente il problema.

In molti casi è possibile impedire fisicamente l’accesso ai parassiti, ma si possono anche compiere azioni per rendere l’ambiente non idoneo allo sviluppo degli insetti.


Monitoraggio

Con i diversi mezzi a disposizione, è fondamentale monitorare la presenza degli organismi dannosi, in base al numero e alla tipologia di specie catturate. In questa fase, l’osservazione visiva della situazione - ispezione e analisi delle tracce - è spesso un’attività di grande importanza.

Il monitoraggio prevede la registrazione in maniera precisa e corretta dei dati raccolti, su cui poi si faranno riflessioni ed elaborazioni utili per il proseguimento delle attività.


Decisioni da prendere

Le informazioni derivanti dal monitoraggio forniscono utilissime indicazioni per le decisioni da prendere per affrontare l’infestazione.

Ad esempio, il monitoraggio permette di avere informazioni sulla numerosità: in certi casi gli interventi da attuare contro gli infestanti possono variare a seconda dell’entità della loro presenza.


Metodi non chimici

Come già accennato, nell’approccio IPM è fondamentale, dove possibile, impiegare mezzi biologici, biotecnici e metodi fisici per contenere le infestazioni, sia in sostituzione dei prodotti chimici sia in affiancamento.


Operatore utilizza pesticidi chimici


Scelta degli antiparassitari chimici da impiegare

A parità di efficacia, sono da preferire quelli meno dannosi per la salute dell’operatore e del consumatore.

Quando si opera nell’ambiente esterno, bisogna scegliere sostanze chimiche specifiche per l’infestante target e meno dannose su organismi non target, nonché con un basso impatto ambientale.


Riduzione dell’uso di sostanze chimiche antiparassitarie

Quando possibile, gli operatori devono ridurre l’impiego dei prodotti chimici e la frequenza dei trattamenti, in base ai dati disponibili derivanti ad esempio dal monitoraggio. Sono quindi da evitare i trattamenti a calendario.


Strategie per combattere la resistenza

Utilizzare sempre lo stesso principio attivo e uno schema di trattamento che prevede interventi con prodotti chimici molto numerosi, espone la popolazione degli insetti a una forte pressione selettiva, con un’alta possibilità di sviluppare resistenze al trattamento.

Di conseguenza, è importante alternare l’uso di principi attivi differenti e possibilmente con meccanismi di azione differenti.


Valutazione

È il principio numero 8 ma probabilmente il più importante. L’analisi completa dei dati raccolti permette di:

  • valutare il successo degli interventi
  • mettere in evidenza eventuali punti critici del piano
  • apportare le dovute modifiche e aggiustamenti.


Come si evince, l’IPM segue una tipologia di approccio che mette insieme interventi pratici, raccolta di dati e valutazione degli stessi per poter adottare azioni sempre più efficienti.

Tutto questo è possibile solo dopo un’attenta analisi dell’ambiente in cui si andrà ad operare prima di impostare il piano, il monitoraggio durante l’applicazione del piano e l’analisi dei dati raccolti alla fine degli interventi, per valutarne l’efficacia e apportare le possibili migliorie.


Operatore effettua analisi su un prodotto alimentare


L’obiettivo finale è quello di combinare nel modo migliore tutti i mezzi e metodi disponibili ricorrendo ogni volta a quelli più idonei, con la massima attenzione per la qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, e per tutelare la salute di ciascuno e dell’ambiente.

Inoltre, è particolarmente interessante il concetto di Proofing, collegato all’IPM, ossia la possibilità di strutturare un sistema che si basi più nell’impedire l’ingresso degli agenti infestanti nelle aree produttive, piuttosto che nell’eliminazione degli stessi.

A tal fine, è fondamentale aumentare le conoscenze sulla biologia delle principali specie target, le merceologie alimentari più sensibili, i sistemi di dissuasione e i metodi di cattura applicabili nelle differenti aree aziendali - come magazzini, reparti produttive, aree di carico.


Essendo un settore di attività in evoluzione dal punto di vista scientifico e tecnologico, in Europa si è sentita l’esigenza di:

  • garantire la qualità di questi servizi adeguando le competenze professionali dei fornitori;
  • stabilire regole valide e riconosciute da applicare in tutta l’UE.


Vediamo cosa prevede la normativa.


UNI EN 16636 - Normativa sul Pest Control

La norma europea UNI EN 16636 - pubblicata a marzo 2015 - definisce i requisiti per la gestione e il controllo delle infestazioni, ossia le attività di Pest Management.

È uno standard condiviso frutto della collaborazione attiva con CEPA - Confederazione Europea delle Associazioni di Pest Control - e della partecipazione di Eurogroup for Animals, che si occupa del benessere degli animali a livello europeo.

È stata redatta al fine di tutelare l’ambiente, i beni o prodotti alimentari, la salute umana e degli animali - sia per il benessere dell’animale target che delle specie non bersaglio - minimizzando i possibili impatti negativi legati a questi aspetti.


Oltre alla definizione di requisiti chiari, contiene una guida per i fornitori su come assicurare servizi di disinfestazione di alto livello, qualitativo e professionale.

In particolare, stabilisce le competenze richieste ai fornitori di servizi di Pest Management, anche in relazione ai diversi ruoli svolti: come responsabili tecnici, personale amministrativo, addetti alle vendite.

La norma specifica che per raggiungere questi obiettivi è necessario prima di tutto investire nella formazione del personale, ma anche instaurare rapporti chiari tra fornitori e clienti, riguardo al contenuto e all’efficacia del servizio.


Si applica alle imprese private e pubbliche che erogano servizi di Pest Management, comprende la valutazione, le raccomandazioni e l’esecuzione delle procedure di controllo e prevenzione stabilite. È di fondamentale importanza per le aziende che devono qualificarsi per partecipare a gare d’appalto e, come sopra descritto, per chi vuole accreditarsi come fornitore di imprese che applicano standard internazionali.

Non si applica alla protezione delle colture, alla pulizia o disinfezione ordinaria associata a regolari contratti di servizi di pulizia.

Un’altra importante normativa in tema è la UNI 11381 del 2010, elaborata in Italia. Questa definisce specifiche procedure e accorgimenti che guidano i professionisti del Pest Control nelle diverse fasi della disinfestazione.


Se hai bisogno di maggiori informazioni sull’argomento, ti consigliamo di dare un’occhiata a questa lista di risorse interessanti.


Data la natura dei prodotti e servizi offerti, il Pest Management può essere applicato in maniera specifica nell’industria agroalimentare, che necessita di un monitoraggio efficiente per garantire la sicurezza lungo tutta la filiera e più in generale la salute dei consumatori.

Da qui nasce l’idea del nostro corso sul Pest Management, che ha come obiettivo quello di fornire ai partecipanti, in base alle proprie esigenze, gli strumenti per realizzare adeguati sistemi di monitoraggio degli animali infestanti, basati sui principi dell’Integrated Pest Management.

Ti aspettiamo in aula!