Le 5 certificazioni alimentari più diffuse

Ecco la lista delle 5 certificazioni alimentari volontarie più richieste e più diffuse nel mercato agroalimentare, a livello internazionale ed europeo.


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Quando si parla di certificazioni dei prodotti alimentari, in genere, ci si riferisce agli standard internazionali volontari. Questi rappresentano procedure standardizzate e riconosciute in tutto il mondo, per la valutazione delle conformità a determinati requisiti di sicurezza e qualità alimentare.

Sono certificazioni a carattere volontario. Le aziende del settore possono decidere se ottenere il riconoscimento dall’Ente di certificazione o meno, attestando che gli alimenti trattati sono stati prodotti seguendo uno specifico processo e in maniera conforme a determinati requisiti.

Tuttavia, per poter accedere ai mercati internazionali, entrando nelle catene di fornitura o direttamente tramite export, sono comunque considerate un prerequisito. Di conseguenza, la maggior parte delle aziende medio grandi del settore deve seguire questi standard internazionali.


Per questo, se stai pensando di crescere professionalmente in questo settore, è importante sapere quali sono le certificazioni più richieste nel mercato agroalimentare e nella GDO.

Ecco allora l’elenco delle 5 certificazioni alimentari di qualità - internazionali o europee - che devi assolutamente conoscere.

Le prime 3 che trovi di seguito, sono di natura privata e tutte riconosciute da GFSI - Global Food Safety Initiative.


GFSI Logo


1. BRC - British Retail Consortium

Come richiamato dal nome, il Consorzio della GDO Britannica è uno standard nato per la qualifica dei produttori nella GDO anglosassone.

Ha lo scopo di standardizzare gli ambienti di lavoro e i controlli su prodotto e processo di produzione, ed è necessario per poter entrare nel mercato inglese.

E’ composto da 12 requisiti che devono essere soddisfatti per poter ottenere la certificazione.


2. IFS - International Food Standard

Di origine franco-tedesca, è uno standard condiviso tra le filiere agroalimentari della GDO francese e tedesca.

Ha lo stesso obiettivo del BRC - derivante dal quadro della GFSI - ossia quello di garantire elevati standard di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera produttiva.

Per poter ottenere la certificazione, e poter commercializzare i prodotti alimentari in Francia e in Germania, è necessario che l’azienda sia conforme ai 10 requisiti previsti dallo standard.

Abbiamo già scritto una guida dettagliata sugli standard BRC-IFS che ti consigliamo di leggere per maggiori informazioni.


3. FSSC 22000

Il Food Safety System Certification Scheme è uno standard di certificazione alimentare internazionale. Accorpa i requisiti della norma ISO 22000 e ISO/TS 22002 - per la produzione alimentare e degli imballaggi - con alcune norme tecniche di settore e alcuni requisiti richiesti da GFSI.

Nato dalla Fondazione FSSC, inizialmente era stato applicato soltanto alla produzione di alimenti, mangimi e imballaggi, ma dalla versione 5 si è esteso ad altri segmenti della catena di approvvigionamento: agricoltura, distribuzione e stoccaggio, ristorazione, catering, vendita al dettaglio e all’ingrosso.

La versione 5 è coerente anche con gli standard ISO 9001 e ISO 14001.

In Italia, a Maggio 2022, ci sono 634 aziende certificate FSSC 22000, mentre ce ne sono più di 29 mila in tutto il mondo.


Distribuzione delle aziende certificate FSSC 22000 sulla mappa dell'Italia e del mondo


Sul sito ufficiale dello standard, è stato anche pubblicato dalla Fondazione un Programma di sviluppo FSSC per supportare le PMI nella fornitura di alimenti sicuri. E’ allineato con il Codex Alimentarius, il GFSI Global market e si inserisce nella struttura FSSC 22000.

Il Programma di sviluppo è flessibile: offre alle aziende la possibilità di iniziare da un determinato livello e successivamente, raggiunta la conformità, di decidere se rimanere a quel livello, andare al successivo o passare all’ottenimento della certificazione completa.

Strutturato su due livelli, contiene uno strumento di autovalutazione e un programma di formazione.



4. ISO 22000

Lo Standard Internazionale ISO 22000 stabilisce i requisiti per la progettazione e l’applicazione di un Sistema di Gestione della sicurezza alimentare.

Rappresenta ciò che un’organizzazione deve fare per dimostrare la sua capacità di controllare i rischi per la sicurezza alimentare, garantendo che gli alimenti siano sicuri.

L’importanza e la diffusione di questo standard sono date anche dal fatto che può essere utilizzato da qualsiasi azienda, a prescindere dalle dimensioni aziendali o dalla sua posizione nella catena alimentare.

Produttori primari o di mangimi, aziende che si occupano di trasformazione o confezionamento, imprese operanti nella logistica e nella distribuzione, così come i produttori di impianti o attrezzature per il settore alimentare, sono tutte attività coinvolte nella catena a cui è possibile applicare lo standard.


ISO 22000 è stato pubblicato per armonizzare tutti gli standard nazionali e internazionali già esistenti in materia, che utilizzano il metodo HACCP.

Infatti, è la struttura portante di molte norme e standard, ma non è riconosciuta da GFSI, nonostante abbiano partecipato al gruppo di lavoro per la stesura della norma anche i rappresentanti di quest’ultima.

Ti consigliamo di leggere la nostra guida dettagliata sulla ISO 22000, per sapere quali sono i requisiti, come ottenere la certificazione e come diventare Auditor di questo standard.


5. Certificazione Biologica

Come le precedenti, anche la certificazione biologica alimentare ha carattere volontario. Viene utilizzata dalle aziende della filiera agroalimentare e zootecnica per dimostrare ai consumatori il rispetto dei requisiti di conformità rispetto al Reg UE 848/2018 “Norme dell’Unione europea sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici” - entrato in vigore a gennaio 2022 in sostituzione del Reg. CE 834/2007.

Dal 2007 l’Unione Europea ha reso obbligatorio l’utilizzo del marchio comune biologico - chiamato anche Euro-leaf - per tutti i prodotti bio realizzati sul territorio europeo. Per poter ottenere la certificazione sugli alimenti è necessario che questi contengano almeno il 95% di ingredienti biologici, rispettando condizioni stringenti anche per il restante 5% di ingredienti.


Inoltre, l’azienda deve seguire un rigoroso sistema di produzione che rispetti il ciclo di vita naturale del prodotto. Produrre con metodi biologici significa rispettare le norme in materia di agricoltura biologica, elaborate in base a principi generali e specifici per promuovere la protezione dell’ambiente, mantenere la biodiversità e rafforzare la fiducia dei consumatori nei prodotti biologici.


Mani di agricoltore biologico che proteggono una pianta


Altre certificazioni interessanti

Quelle presentate finora sono le certificazioni volontarie più richieste sul mercato. Ovviamente ne esistono diverse, che si focalizzano sia sui sistemi di produzione che sui prodotti alimentari.

Ad esempio, ci sono una serie di norme ISO, alcune di queste già menzionate, che prevedono certificazioni di sistema, come la ISO 22005 che definisce i requisiti per un sistema di tracciabilità di filiera.

Oppure, per le aziende attive nell’export agroalimentare è necessario adempiere a piani di sicurezza alimentari specifici, che servono a standardizzare i processi e la documentazione per poter entrare in determinati Paesi.

Come il metodo HARPC - Hazard Analysis and Risk-Based Preventive Control - previsto dalla FDA, e necessario per il mercato americano.


O ancora, le certificazioni legate alle norme derivanti dalla religione, particolarmente utilizzate per l’export:

  • la certificazione Halal che garantisce che i prodotti alimentari siano conformi alle norme etiche ed igienico sanitarie islamiche;
  • la certificazione Kosher indica che un alimento è stato prodotto seguendo le regole dietetiche prescritte dalla religione ebraica.

Infine, si possono ottenere delle certificazioni di qualità di prodotto che attestano le specificità degli alimenti o dei metodi di produzione, come i marchi DOP, IGP, SGP. In questi casi ci si riferisce a delle particolarità legate alla zona geografica da cui trae origine il prodotto e i suoi ingredienti.


Perché sono importanti per le aziende

In conclusione, anche se volontarie, le certificazioni alimentari sono fondamentali per le aziende agroalimentari che vogliono aprirsi a nuovi mercati internazionali o diventare fornitori della GDO.

Aiutano a ottimizzare i processi di lavorazione e monitorare i requisiti necessari per la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari.

Attestano l’impegno dell’azienda nella gestione della sicurezza alimentare, agevolano le attività nei rapporti con i fornitori, valorizzano i prodotti, migliorano la reputazione dell’azienda, e rispondono alle richieste dei grandi mercati internazionali.


Se vuoi acquisire competenze tecniche specifiche e certificate su queste tematiche, ti consigliamo di partecipare ai nostri corsi sulle certificazioni alimentari e di aggiornamento professionale per la sicurezza alimentare.

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