Certificazione biologica: cosa devi sapere

Cos’è la certificazione biologica: come puoi ottenerla e quali sono i costi. Tutto quello che devi sapere per entrare nel settore del biologico.

Negli ultimi anni il consumo di alimenti biologici e l’attenzione verso questo argomento sono cresciuti moltissimo. Basti pensare che in Italia il consumo di cibi biologici è triplicato negli ultimi 10 anni, e oggi vale più di 3.3 miliardi di euro, in crescita del 4.4% rispetto all’anno precedente.

La sensibilità e l’interesse degli italiani nei confronti della qualità e delle caratteristiche degli alimenti da portare in tavola è sempre maggiore. Anche per questo motivo, nascono sempre più imprese che si occupano di produzioni biologiche nei diversi comparti agroalimentari.

Purtroppo però, come spesso accade quando aumenta l’interesse verso un argomento, a volte il termine “biologico” è utilizzato in maniera errata, oppure vengono usate parole simili per richiamare lo stesso concetto, come “bio” o “green”, sia sulle confezioni dei prodotti che per i nomi dei marchi, anche quando il prodotto non è certificato come biologico.

In questa mini guida cercheremo di fare chiarezza.

Cos’è la certificazione biologica

Si tratta di un certificato rilasciato da un organismo preposto, che riconosce alle aziende che agiscono in vari ambiti della filiera agroalimentare e zootecnica (dalla produzione alla commercializzazione di prodotti alimentari) il raggiungimento di determinati standard imposti dall’Unione Europea.

La certificazione viene concessa alle aziende soltanto al termine di un iter di valutazione sui processi produttivi, di trasformazione e di commercializzazione adottati in azienda.

Per utilizzare il marchio bio sui tuoi prodotti devi adeguarti a un rigoroso sistema di produzione che rispetti il più possibile il ciclo di vita naturale, sia in agricoltura che per l’allevamento. Devi ridurre al minimo l’impatto umano, con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità e preservare le caratteristiche del suolo.

Dovrai mettere a punto un sistema che prevede alcune regole, tra cui:

  • tracciabilità delle materie prime
  • salute e sicurezza dei lavoratori
  • approccio responsabile nei confronti degli animali, nutriti in base al loro fabbisogno
  • utilizzo di fertilizzanti naturali, come compost o letame
  • non utilizzare OGM
  • uso limitato di sostanze chimiche potenzialmente nocive per l’uomo e l’ecosistema.

Soltanto in questo modo potrai utilizzare la “foglia con le stelle europee” sulla confezione dei tuoi prodotti, ossia il simbolo biologico dell’Unione Europea, conosciuto anche come “Euro-leaf”.


Foglia simbolo del marchio biologico europeo


Come ottenere la certificazione biologica europea

Ottenere e mantenere la certificazione bio non è semplice, ma con le giuste conoscenze sull’argomento è possibile farlo in maniera sicura e corretta.

In Europa l’utilizzo del marchio comune per il biologico, reso obbligatorio dall’UE a partire dal 2010, è ammesso per tutte le merci confezionate e prodotte nel territorio della Comunità che contengono almeno il 95% di ingredienti bio.

Il restante 5% degli ingredienti deve comunque rispettare restrizioni e condizioni, come quelle descritte precedentemente.

Per entrare nel settore e commercializzare i tuoi prodotti come biologici, devi rispettare le norme previste dal Regolamento Comunitario - Reg. CE n. 834/2007 e s.m.i.

La normativa UE prevede anche l’obbligo di assoggettamento al sistema di controllo, e quindi ogni fase del processo produttivo dovrà essere esaminata dagli organismi preposti.

In Italia, al vertice di questi organismi abbiamo il Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf), che può autorizzarli ad effettuare i controlli. Il compito di vigilanza territoriale invece è delegato alle amministrazioni regionali e ad altre autorità, come l’ICQRF o i NAS.

Tutti questi enti di controllo designati verificano che le direttive UE siano applicate correttamente. In particolare:

  • la confezione deve riportare il nome del produttore, del venditore e il codice dell’organismo che si è occupato di controllare l’ultima operazione prima della messa in vendita;
  • è necessario separare completamente i due cicli produttivi biologico e convenzionale, anche durante il trasporto dei prodotti;
  • i prodotti devono essere analizzati presso laboratori accreditati che operano con metodi analitici ad alta sensibilità.

Chi certifica che un prodotto è Bio

In Italia abbiamo diversi Enti, chiamati “Organismi di Controllo” (OdC), autorizzati dal Mipaaf ad effettuare le verifiche ispettive nelle aziende e a certificare le produzioni biologiche.

Alcuni di questi OdC per il settore agroalimentare sono:

  • Agricert, attiva dal 1984, è tra gli enti leader in Italia nella certificazione delle produzioni biologiche e di qualità
  • CCPB, Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici che opera anche in altri settori, come il cosmetico e il tessile
  • ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale che certifica anche per il marchio Agriqualità creato dalla Regione Toscana.

Puoi trovare l’elenco completo sul sito del Mipaaf, per tutti i tipi di produzioni biologiche.


Logo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali


Se vuoi approfondire il funzionamento del sistema di controllo e vigilanza per il biologico, trovi uno schema di sintesi sul sito di Federbio.

Quanto costa ottenere la certificazione Bio

Purtroppo non esiste un prezzo fisso stabilito per legge, o un tetto massimo, che dovresti pagare per l’ottenimento di una certificazione biologica.

La normativa europea - articolo 28 del Reg. (CE) n. 834/2007 - stabilisce che l’operatore biologico debba pagare all’ente certificatore “una ragionevole tassa a titolo di contributo alle spese di controllo”.

Per questo ogni Organismo di Controllo adotta un proprio tariffario annuale, spesso diviso in una quota fissa e una variabile. La tariffa fissa annuale varia dai 200 ai 650 euro in base al settore di produzione, e ovviamente all’OdC.

La tariffa variabile invece varia in base al tipo di produzione o comparto in cui opera l’azienda, e in base agli ettari di terreno utilizzati o al numero di capi bestiame, o ad altri elementi come il numero di unità produttive.

Per questioni di gestione aziendale, oltre al costo diretto della certificazione, dovresti considerare anche i costi relativi all’utilizzo del metodo biologico, o comunque alla conversione dal metodo convenzionale, legati ad una diversa tecnica colturale o produttiva.

Per ammortizzare i costi, una soluzione è data dall’utilizzo dei Fondi UE per incentivare le produzioni biologiche, che generalmente erogano un premio ad ettaro per i primi 5 anni di adesione al biologico.

Un’altra soluzione è data dal nuovo regolamento sul bio che entrerà in vigore a partire dal 2021. In particolare, prevede la possibilità di realizzare certificazioni di gruppo anche in Europa, proprio con l’obiettivo di rendere accessibili i costi per ottenere la certificazione anche a realtà aziendali più piccole.

A questo punto hai tutte le informazioni principali per inquadrare bene le questioni legate alla certificazione biologica, ma se vuoi tutti gli approfondimenti tecnici sull’argomento ti consigliamo di seguire il nostro corso sulle produzioni biologiche alimentari.