Come diventare Formatore per la sicurezza alimentare

Vuoi diventare un Formatore HACCP? Scopri cosa fa e quali sono i requisiti per poter lavorare come formatore della sicurezza alimentare.

Se desideri trasformare il tuo percorso di studi sulla sicurezza alimentare in una professione, quella della formazione potrebbe essere una strada da percorrere. Per farlo hai certamente bisogno di capire meglio una serie di aspetti che riguardano il lavoro del Formatore HACCP.

Ma prima di passare alle questioni più pratiche, cerchiamo di darti un quadro di riferimento.


La normativa europea principale in ambito di igiene dei prodotti alimentari è il Regolamento CE 852/2004. Il Capitolo XII della norma è dedicato alla formazione che deve necessariamente avere il personale alimentarista, ossia tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti. Questi corsi di formazione sono comunemente chiamati “corsi HACCP”.

In base alla norma, è l‘Operatore del Settore Alimentare (OSA) - generalmente il rappresentante legale dell’azienda o un suo delegato - a doversi assicurare che gli addetti e i loro responsabili abbiano ricevuto un addestramento e una formazione adeguata, in materia di igiene alimentare, in relazione al tipo di attività svolta.

Gli Stati Membri hanno l’incarico di definire come deve essere organizzata la formazione, e in Italia questo compito è affidato alla Regioni.

Per questo motivo, come specificato nei prossimi paragrafi, in Italia si hanno varie Direttive regionali che definiscono tutti gli aspetti legati alla formazione sulla sicurezza alimentare.


Cosa fa il Formatore HACCP

Il Formatore HACCP è un professionista in grado di erogare formazione sulla sicurezza alimentare per tutti gli alimentaristi.

Realizza i corsi per Addetto o Responsabile HACCP, e per chiunque manipola o entra a contatto con gli alimenti. Può formare il personale di tutte le aziende alimentari e della ristorazione, come ad esempio:

  • pasticceri, gelatai, cuochi, pizzaioli, camerieri, panettieri
  • banconisti dei supermercati, macellai, operatori lattiero caseari
  • personale di imprese di catering
  • baristi, anche se non manipolano alimenti ma somministrano solo bevande o alimenti confezionati
  • trasportatori di prodotti alimentari, che possono entrare in contatto con alimenti non confezionati durante le fasi del trasporto.


L’obiettivo che deve perseguire il formatore, nell’erogazione dei corsi, è istruire queste figure professionali sulle corrette procedure e sui rischi connessi alla produzione e somministrazione alimentare.

E’ importante fornire una formazione efficace.

Prima di tutto, per garantire la salubrità degli alimenti e la sicurezza del consumatore. Ma anche perché, a prescindere dall’attestato rilasciato dal formatore, gli Enti Ispettivi - NAS, ASL, USL - possono interpellare il personale per verificarne l’effettiva preparazione sulla sicurezza alimentare.

In questi casi, se la preparazione del personale non risulta sufficientemente adeguata l’azienda è comunque passibile di sanzione, anche se in regola con gli attestati di formazione.


Personale di tutte le aziende alimentari


Come già accennato, in alcune regioni i corsi possono essere suddivisi per categorie di rischio, in relazione alle mansioni degli alimentaristi. Ad esempio, in Emilia Romagna e in Calabria sono previste 3 categorie di rischio, che si distinguono in base al tipo di contatto dell’addetto con gli alimenti - diretto o non diretto - e alla tipologia degli alimenti trattati - deteriorabili o non deteriorabili.

Se previsto dalla normativa, in relazione alla categoria di rischio potrebbe variare il programma del corso e la durata.

Infatti, il Formatore HACCP non può erogare lo stesso tipo di formazione in tutte le regioni.

Le normative regionali possono dare informazioni dettagliate e vincolare il formatore su diversi aspetti:

  • programma formativo e argomenti
  • modalità di erogazione e di rilascio dell’attestato
  • monte ore dei corsi
  • suddivisione per categorie di rischio in base alla mansione dell’addetto
  • scadenza di validità dell’attestato e aggiornamento
  • eventuali esoneri alla frequentazione del corso.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, in alcune regioni, la normativa prevede che persone laureate in specifiche discipline siano esonerate dal seguire il corso per Addetto HACCP, dato che il programma è già coperto dal corso di laurea.

Inoltre, possono prevedere requisiti diversi per poter esercitare questa professione.


Requisiti per diventare Formatore HACCP

In ogni regione esiste una diversa normativa che stabilisce, oltre alle caratteristiche dei corsi HACCP, i requisiti che deve avere un professionista del settore per poter operare come formatore.

Regioni diverse specificano tipologie di competenze o classi di laurea diverse per poter svolgere la professione.

In altri casi, non sono previsti dei requisiti specifici per i formatori, ma vengono soltanto consigliati degli indirizzi di laurea o la comprovata conoscenza della materia ed esperienza nel settore.

Di conseguenza, non esistono requisiti minimi validi in tutte le regioni.

Non potendo trattare approfonditamente l’argomento tramite questo articolo, vediamo un paio di esempi sulle normative regionali.

Di seguito, ti lasciamo anche i link di approfondimento alle varie Deliberazioni, così puoi controllare come è disciplinata questa professione nella tua regione.


Requisiti nel Lazio

La normativa di riferimento per i requisiti del formatore, emanata dalla Regione Lazio, è l’Allegato 1 della DGR 825/2009.

Qui possono erogare i corsi di formazione le Associazioni di categoria, gli Enti accreditati, le imprese alimentari o i singoli professionisti. In ogni caso, i formatori devono possedere una laurea in materie tecnico scientifiche e avere esperienza nel settore.

Inoltre, la Deliberazione prevede i seguenti vincoli per il formatore:

  • suddivisione dei corsi tra Addetto - 6 ore - e Responsabile HACCP - 20 ore
  • nessuna suddivisione basata sulle categorie di rischio delle mansioni
  • nessuna scadenza per l’attestato
  • il rilascio dell’attestato non prevede un format prestabilito
  • non è previsto un aggiornamento del corso ma la formazione continua in base alle necessità aziendali
  • specifico programma di formazione per le due tipologie di corsi.


Requisiti in Lombardia

La normativa di riferimento per i requisiti del formatore, emanata dalla Regione Lombardia, è la Legge Regionale 33/2009 - art. 126, che prevede:

  • per gli alimentaristi, una formazione continua lasciata a discrezione dell’OSA, come stabilito dal Regolamento CE 852/2004, che ha l’onere di selezionare il formatore
  • per il formatore, considerato fornitore di servizi aziendali, nessun requisito specifico ma soltanto dei consigli sull’indirizzo di laurea.

Come in Lombardia, non è previsto nessun requisito specifico per svolgere questa professione anche nelle Marche, in Sardegna, in Piemonte, in Trentino-Alto Adige, e in Veneto.


Di seguito, trovi i link di approfondimento sulle normative delle altre regioni:


Ultimi chiarimenti

Sappiamo che non è facile reperire informazioni dettagliate su questo argomento, per cui vogliamo lasciarti con qualche chiarimento in più.

Deroghe e Circolari

In ricezione di comunicazioni da parte della Regione, alcuni Comuni prevedono delle deroghe sulle modalità di erogazione dei corsi. In questo periodo di emergenza sanitaria, laddove non fosse già previsto, è temporaneamente possibile utilizzare la FAD - Formazione a Distanza.

Abilitazione

Non esiste nessun tipo di abilitazione all’esercizio della professione, perché non esiste la categoria professionale dei Formatori.

Attestato

Dopo aver partecipato ad un corso per diventare formatore della sicurezza alimentare, si può ricevere un attestato sulle competenze acquisite e sulla partecipazione al corso, come quello rilasciato da noi.

Questo attestato, però, non può sostituire in nessun caso i prerequisiti previsti dalle normative regionali.


Per poter partecipare al nostro corso e ricevere l’attestato è necessario, alternativamente:


Ti aspettiamo in aula!