“La salubrità riguarda tutti”: la prima giornata mondiale della sicurezza alimentare

Il ruolo della sicurezza alimentare è quello di garantire che il cibo rimanga sicuro in ogni fase della catena alimentare, dalla produzione fino al consumo.

Lo scorso 7 giugno si è tenuta la prima giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, indetta a dicembre 2018 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con lo scopo di promuovere una cultura globale sul tema della qualità e dei controlli alimentari, con particolare attenzione alle conseguenze sulla salute degli alimenti non sicuri.

Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, infatti, ogni anno si verificano circa 600 milioni di casi di malattie di origine alimentare, che colpiscono in modo particolare bambini e persone che vivono in regioni a basso reddito.

Il tema della prima giornata mondiale della sicurezza degli alimenti è stato “la salubrità alimentare riguarda tutti”.

L’ONU ha incaricato due delle sue agenzie, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per promuovere la sicurezza alimentare in tutto il mondo e aiutare i Paesi a prevenire, gestire e reagire ai rischi alimentari lungo tutta la filiera alimentare.

Per l’occasione, la FAO e l’OMS hanno elaborato una guida in cui si richiama l’attenzione degli attori coinvolti nella coltivazione, trasformazione, trasporto, vendita e acquisto del cibo, per la gestione e la riduzione del rischio alimentare.

  • I Governi devono garantire sicurezza e cibo nutriente per tutti, promuovendo agricoltura e sistemi alimentari sostenibili. L’Autorità per la sicurezza alimentare dovrà inoltre gestire i rischi lungo tutta la catena alimentare e assicurarsi che tutti i paesi siano conformi agli standard internazionali stabiliti dalla commissione del Codex Alimentarius.
  • Produttori agricoli e alimentari devono adottare metodi corretti per affrontare potenziali rischi e garantire cibo sicuro, facendo fronte ai cambiamenti climatici e riducendo al minimo l’impatto ambientale.
  • Gli operatori di settore alimentare devono garantire che il cibo sia trasportato, immagazzinato, conservato e gestito in modo sicuro effettuando controlli preventivi.
  • Tutti i consumatori devono poter accedere a informazioni tempestive, chiare e affidabili sui rischi nutrizionali e patologici legati alle loro scelte alimentari.
  • Governi, enti economici regionali, organizzazioni delle Nazioni Unite, agenzie di sviluppo, organizzazioni commerciali, gruppi di produttori e consumatori e istituzioni accademiche e di ricerca devono collaborare tra loro per contrastare le malattie di origine alimentare.

In Italia, già disponiamo di un sistema di controllo e di vigilanza sulla sicurezza degli alimenti che costituisce un modello riconosciuto a livello internazionale. Tutta la filiera viene infatti monitorata attraverso il lavoro coordinato di: ministero della Salute, Regioni, Aziende sanitarie locali, servizi veterinari e di igiene degli alimenti, Istituto superiore di sanità e Istituti zooprofilattici sperimentali.

Nel 2018 l’Italia ha inoltre trasmesso 398 notifiche di rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi ad alimenti e mangimi attraverso il sistema di allerta rapido europeo (RASFF), istituito allo scopo di consentire alle Autorità competenti dei vari paesi membri di scambiare rapidamente informazioni sui prodotti pericolosi, per adottare tempestivamente le opportune misure di salvaguardia a tutela della salute pubblica.

Il sistema di allerta rapido RASFF viene attivato nel caso in cui, a seguito di un controllo, venga identificato un rischio per la salute connesso ad un determinato prodotto. L’attività di allerta prevede il ritiro o il richiamo dei prodotti pericolosi:

  • il ritiro consiste nel rimuovere dal mercato un determinato alimento, avvisando il produttore della non conformità e della necessità di attivarsi per impedirne l’ulteriore distribuzione;
  • il richiamo viene effettuato qualora sussista un rischio grave e si presuma che il prodotto sia stato già acquistato. Il consumatore deve essere informato in maniera efficace e accurata della natura del rischio e del tipo di prodotto richiamato.